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sabato, agosto 24, 2013

Dossier Celiachia 3.3.13

...ricordate dove eravamo rimasti? Ci stiamo addentrando nei meccanismi delicati e complessi che scatenano la malattia celiaca, cercando di snocciolare tutti gli aspetti nella maniera più semplice e chiara possibile.




Prima di proseguire questo nostro interessante viaggio però, dobbiamo soffermarci a dare alcune definizioni di ciò che incontreremo da questo momento in avanti in modo da capire cosa andremo a trattare.


  • IgG anti-gliadina: anticorpi anti-gliadina, non specifici, aumentano con l’età nei soggetti normali/falsi positivi;
  • IgA anti-gliadina: anticorpi anti-gliadina nei bambini sotto i 2 anni (sensibilità del 100%);
  • Anticorpi Anti-endomisio: diretti contro l’endomisio, cioè il rivestimento delle fibre reticolari che circonda ogni fibrocellula muscolare liscia;
  • IgA anti tTG: anticorpi transglutaminasi tissutale ( tTG ).



La tTG è un enzima che interviene nei processi di riparazione tissutale attiva della TGF-beta, trasforming growth factor, un'altra proteina, coinvolta nella differenziazione dell’epitelio intestinale. Un eccesso di anti-tTg blocca l’attivazione del TGF con conseguente atrofia intestinale.

Oltre a queste vi sono altre proteine coinvolte nella patogenesi della malattia che definiremo man mano che le incontreremo.

Riprendiamo il discorso della volta scorsa ricordando che avevamo sottolineato come il glutine risulti essere l' unico fattore ambientale scatenante la malattia e come da questo ne consegua una sequenza di eventi che causano disturbi nei pazienti celiaci. Faccio presente che il glutine sotto l' aspetto nutrizionale serve a ben poco per il nostro organismo, ma è utile sopratutto nella fase di lavorazione delle farine in quanto conferisce proprietà leganti ed elastiche. Il glutine non è tossico in quanto tale, ma lo è una sua componente, la gliadina.

Abbiamo visto che fattori genetici permettono il riconoscimento di questa componente tossica, e a questo punto forse è il caso di precisare meglio le cose. Abbiamo detto che i soggetti celiaci o presunti tali presentano i cosiddetti alleli (geni) DQ2 e DQ8 che in breve producono proteine contraffatte, cioè non le stesse che producono i soggetti non celiaci. Questo si traduce nel fatto che tali proteine riconoscano comunque il glutine, lo leghino per permetterne il metabolismo, ma lo presentino in maniera errata, quasi come se fosse un nemico e come tale vada eliminato scatenando il caos, ma alla fine chi ci rimette è solo il soggetto celiaco.

Il glutine quindi, viene assunto nell' organismo e riconosciuto, o meglio la gliadina viene riconosciuta dall'enzima transglutaminasi tessutale tTG che ne opera una prima trasformazione per permettere la sua digestione (metabolismo). In seguito a questa trasformazione la gliadina viene legata dal complesso maggiore di istocompatibilità (HLA) e presentata alle cellule che presentano l'antigene (APC), per il complesso gliadina-HLA. 

L' HLA codificato dai geni DQ2 e DQ8 lega la gliadina in punti diversi da quelli previsti, di conseguenza la gliadina viene presentata alle APC con una conformazione diversa ed una volta formatosi il nuovo complesso gliadina-APC, questo viene subito riconosciuto (sarebbe meglio dire non riconosciuto) come un nuovo antigene (corpo estraneo) dalle cellule anticorpali che ci difendono da tutte le aggressioni, esterne ed interne, che sono i linfociti T mettendo in atto quello che è la terza componente che entra in gioco nella malattia celiachia: il meccanismo immunitario.


AAO