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venerdì, luglio 05, 2013

I fermenti lattici: quali, quando e perché.

I fermenti lattici rappresentano una delle più vaste categorie di prodotto attualmente presenti sul panorama farmaceutico e non. Spesso però sono oggetto di discussione e cattiva informazione.

In effetti quante volte ci siamo chiesti cosa siano realmente i fermenti lattici? Cosa sono i probiotici? Ed i prebiotici? Come e quando si assumono?

 

 


 
 
Per cominciare, dobbiamo distinguere:
  1. fermenti generici non probiotici;
  2. fermenti vivi - probiotici;
  3. prebiotici.

I fermenti lattici non prebiotici non sono in grado di raggiungere vivi e vitali l'intestino del paziente, venendo degradati lungo il tratto gastrointestinale.
 
I fermenti lattici vivi, detti anche probiotici, invece, sono un gruppo di microrganismi vivi che, raggiunto l'intestino del paziente, sono in grado di replicarsi apportando numerosi benefici all'organismo. Il probiotico è definito tale poiché è in grado di sopravvivere all'acidità gastrica, di moltiplicarsi nell'intestino anche in presenza di sali biliari e di mantenersi vitale dalla sua produzione al suo consumo.
 
Il prebiotico, invece, è una sostanza di natura organica che, seppur il nostro organismo non ha le capacità di digerire, è in grado di stimolare la crescita batterica normalmente presente a livello intestinale.
 
L'attività dei fermenti lattici si concentra a livello intestinale, in particolar modo nel tratto del colon, poiché in questo tratto sono presenti fisiologicamente molte specie batteriche, tra cui gli eubiotici ed i patogeni. Gli eubiotici hanno molteplici attività, tra cui lo sviluppo della barriera immunitaria e la sintesi della biotina e della vitamina k. I patogeni, invece, sono responsabili dei processi putrefattivi a partire dagli alimenti ingeriti. Il benessere dell'organismo è strettamente correlato all'equilibrio che si instaura tra queste due categorie batteriche. Se l'equilibrio si sposta a favore dei ceppi patogeni si manifestano sintomi quali meteorismo, crampi addominali o infiammazioni.
 
I probiotici svolgono quindi una funzione di ripristino dell'equilibrio tra queste specie batteriche. Il meccanismo d'azione dei fermenti lattici, ancora non completamente noto, è legato alla loro capacità di limitare la crescita dei patogeni, stimolando una risposta immunitaria o sottraendo i nutrienti ai patogeni. Nuove ricerche, dimostrerebbero inoltre che i probiotici stimolano il DNA dei batteri eubiotici a funzionare meglio, potenziandone alcune funzionalità e limitandone altre.
 
I fermenti lattici hanno diverse proprietà e sono pertanto coinvolti in numerosi processi dell'organismo umano:
  • equilibrano la flora intestinale mantenendo stabile il pH dell'intestino.
  • Regolano l'intestino, intervenendo positivamente su diarrea e stitichezza. Molto spesso questi disturbi posso insorgere dopo cure antibiotiche, nel corso di un viaggio o semplicemente durante il cambio stagionale.
  • Rinforzano le difese immunitarie, non solo a livello intestinale, poiché giocano un ruolo importante anche nella cura delle candide, delle cistiti e delle intolleranze alimentari.
  • Contrastano alcune patologie dell'intestino, come ad esempio il morbo di Chron, la diverticolite e la colite. Riducono inoltre il meteorismo ed il mal di pancia che si possono innescare in periodi di forte stress. Pare inoltre che abbiano azione preventiva nei confronti del tumore al colon ma quest'ultimo aspetto resta tutt'ora da dimostrare.
  • Abbassano i livelli di colesterolo riducendone l'assorbimento intestinale.
  • Riducono le infezioni cutanee, i brufoli e l'acne poiché rafforzano le difese immunitarie. Pare infatti che dopo un mese di trattamento con probiotici la quantità di sebo e la desquamazione si riducano, lasciando la pelle visibilmente più sana ed idratata.
  • Riducono l'incidenza della carie dentaria poiché la carie è causata da batteri patogeni.
  • Attenuano la sintomatologia del reflusso gastroesofageo, come nausea e bruciore. In questi casi è però necessario optare per un fermento lattico gastroresistente, ovvero capace di resistere al pH acido dello stomaco e raggiungere l'intestino ancora vivo ed attivo.
  • Mantengono sotto controllo la proliferazione dell'Haelicobacter Pylori, spesso responsabile del reflusso gastroesofageo e dell'ulcera.
  • Riducono le coliche neonatali e gli episodi di diarrea nei lattanti allattati artificialmente.
  • Riducono la stitichezza in gravidanza.

  • A seconda della specie batterica di riferimento, possiamo inoltre distinguere diverse tipologie di probiotici:
    • Lactobacilli: Gram positivi, capaci di fermentare il lattosio e favorire la coagulazione acida delle proteine. Impiegati nella produzione dei prodotti lattiero-caseari. Nell'uomo si ritrovano nell'intestino, mentre nelle donne si ritrovano anche a livello vaginale come prima barriera di difesa dalle infezioni. Sono spesso utilizzati nella produzione di integratori alimentari, in particolare il Lactobacillus Acidophilus, il Lactobacillus Casei, il Lactobacillus Bulgaricus ed il Lactobacillus Johnsonii.
    • Bifidobatteri: Gram positivi, rappresentano la maggior parte della popolazione batterica intestinale umana. Negli integratori alimentari si ritrovano il Bifidobacterium Bifidum, Bifidobacterium Longus, Bifidobacterium Lactis e Bifidobacterium Brevis.
    • Enterococchi: rappresentano la popolazione batterica minoritaria dell'intestino umano e tra i più usati nella produzione degli integratori si ricordano il Lactococcus Lactis e l'Enterococcum Faecium.

    Gli integratori alimentari in commercio sono spesso formulati in associazione o meno con altre sostanze e proprio in virtù di queste combinazioni si possono distinguere fermenti lattici:
    • con inulina: una fibra solubile che rinforza l'attività dei batteri probiotici, stimolandone la loro proliferazione.
    • senza glutine: l'assenza di glutine li rende utilizzabili dai soggetti celiaci.
    • senza lattosio: l'assenza di lattosio li rende utilizzabili dai soggetti intolleranti al lattosio.
    • senza zucchero: formulati con sostanze a ridotto contenuto di zuccheri, adatti quindi ai diabetici ed ai soggetti in regime dietetico controllato.
    • ad alta concentrazione: ovvero con una percentuale di probiotici molto elevata in rapporto agli altri ingredienti presenti nel prodotto.

    A questo punto, come e quando sarebbe meglio assumere i fermenti lattici? La scelta migliore sarebbe quella di assumerli a stomaco vuoto, limitando l'azione del pH acido dello stomaco e lasciando che questi raggiungano indenni il colon. Va inoltre ricordato che una cura a base di probiotici andrebbe protratta per almeno 4 settimane, in maniera da consentire una corretta proliferazione della flora batterica intestinale. A tal proposito si dovrebbero sempre scegliere prodotti contenenti almeno un miliardo di fermenti lattici vivi.