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lunedì, settembre 09, 2013

Mal di testa: un malessere insidioso.

Molti di voi si sono domandati quale fosse lo scopo di inserire "L'Angolo del Sondaggio" in questo blog, ebbene il motivo è quello di provare a snocciolare di volta in volta una tematica nuova, prendendo spunto dai risultati del sondaggio.

Il test conclusosi qualche settimana fa riguardava "il malessere a cui proprio non riusciamo a resistere" e dalle risposte che sono state selezionate è emerso che il mal di testa è di gran lunga la problematica che crea i disagi maggiori.


Con questo post proveremo ora a dare qualche indicazione sul mal di testa, come trattarlo e come prevenirlo, poiché l'emicrania ha un notevole impatto sulla vita quotidiana di coloro che ne sono colpiti. Molto spesso, infatti, l'attività lavorativa, i rapporti familiari, le relazioni sociali e gli svaghi possono risultare vistosamente compromessi.


Molti pazienti rinunciano ai propri impegni sociali durante gli attacchi e, una discreta percentuale, segnala una ripercussione negativa anche sulla propria vita sessuale.
Spesso questi soggetti sono condizionati dall’emicrania anche al di fuori dell’attacco, temendone la comparsa improvvisa e per questo non è raro che si instauri una condotta di negazione che li porta a rinunciare a particolari cibi o bevande, ad evitare di esporsi al sole o di fare tardi la sera.
L’impatto dell’emicrania è estremamente importante anche sui familiari, poiché in molti casi anche il coniuge ha un impatto negativo con il problema e spesso entra in ansia perché teme che l’attacco possa essere sintomo di una grave patologia.

Un ulteriore aspetto da non dimenticare è che l’emicrania spesso non viene compresa o creduta, venendo considerata alla stregua di un disturbo psicologico, quasi come se il paziente ne fosse il solo responsabile. Tutto questo impone una sensibilizzare sul problema sia per l’interessato che per chi gli vive accanto.
Gli esperti  hanno codificato centinaia di differenti mal di testa, fortunatamente riconducibili a 14 tipologie diverse. In particolare, tre di queste tipologie risultano le più frequenti:
  1. cefalea di tipo tensivo: coinvolge la fronte o tutta la testa, determinando un forte senso di oppressione del cranio che può durare dalla mezz'ora ad una intera settimana;
  2. cefalea a grappolo: coinvolge occhio, zigomo e tempia ed ha una notevole intensità per attacchi generalmente molto brevi che durano  dai 15 minuti alle 3 ore;
  3. emicrania: coinvolge solo un lato della testa, con dolore di intensità variabile, di tipo pulsante, con possibili nausea e vomito, intolleranza alla luce ed ai suoni. In genere dura da 4 a 72 ore, con la tendenza a ricorrere nel tempo con una frequenza pressoché regolare (ogni settimana, ogni mese, etc.).
Distinguere se il proprio mal di testa è uno di questi tre è il primo passo per affrontare questo insidioso problema.
La cefalea a grappolo colpisce maggiormente gli uomini, mentre l'emicrania è quasi esclusivamente femminile. Sulle cause non è  ancora stata fatta chiarezza ma per certo si sa che alcune forme di cefalea di tipo tensivo possono dipendere da un'eccessiva contrazione dei muscoli del collo o dalla masticazione. L'emicrania invece può essere causata dalla dilatazione repentina dei vasi sanguigni del capo.
Esistono inoltre alcuni tipi di mal di testa per i quali, grazie alla loro peculiarità (situazioni o momenti particolari), è molto facile diagnosticare la causa e, conseguentemente, rimuoverli con rimedi non farmacologici oppure con farmaci mirati.

  • Mal di testa legati al sesso del paziente: tra le donne, il mal di testa può comparire nei giorni appena precedenti il ciclo (o al primo giorno). La causa è di tipo ormonale e può essere risolta, dopo aver effettuato un corretto dosaggio ormonale con alcuni esami del sangue, con la somministrazione di triptani, della pillola anticoncezionale o di una integrazione a base di magnesio. Per gli uomini, il mal di testa può comparire dopo l'orgasmo, e può durare da pochi minuti fino a tre ore. La causa è di tipo ormonale e può essere trattata con  betabloccanti inibitori di adrenalina, prescritti dal medico.
  • Mal di testa da cambio di ritmo: se lo stacco tra la vita lavorativa e il fine settimana è troppo brusco, il calo di tensione provoca il cosiddetto mal di testa del week-end. Il principio attivo farmacologico in questo caso viene scelto tra i triptani. Quello non farmacologico consiste nell'adottare stili di vita più equilibrati (per esempio non variando il ritmo del sonno tra i giorni lavorativi ed il week end). Nel caso di cefalea ipnica, che compare alla sera o di notte, sono efficaci i vasocostrittori, come il semplice caffè (ammesso poi di riuscire a dormire a causa della caffeina!).
  • Mal di testa da eccessi:  qui la cura è molto semplice, ovvero evitare gli eccessi (o accettare il mal di testa come conseguenza logica!). I due eccessi più comuni sono l'abuso di alcol (mal di testa da sbornia) e di cibo (la classica abbuffata). Nel primo caso è utile bere molta acqua e assumere blandi sedativi. Il cibo può essere causa di mal di testa non solo per la quantità, ma anche per la presenza di particolari sostanze:
  1. alcool: superalcolici, vino rosso (anche se molti sono più sensibili al vino bianco), birre ad elevata gradazione. L’alcool è un potente vasodilatatore ed i soggetti emicranici sono molto sensibili a tutte le sostanze che tendano a dilatare i vasi cerebrali già predisposti.
  2. formaggi stagionati, frutta secca, cioccolato, agrumi e cibi trattati con  glutammato monosodico ovvero un esaltatore di sapidità, ammesso dalla Comunità Europea con la sigla E621, capace di causare un tipo di cefalea chiamata sindrome cinese, in quanto ingrediente tipico della cucina cinese. Lo stesso effetto può essere causato da conservanti come nitriti e nitrati. Ricordiamo però che la dieta italiana esclude questi prodotti dall'elenco di additivi ammessi, e non solo per le proprietà scatenanti il mal di testa.
Per vino rosso, formaggi stagionati e cioccolato la sostanza scatenante sembra essere la tiramina, presente in discreta quantità in questi alimenti.
Quando si soffre di mal di testa, è importante quindi conoscere i cibi e gli alimenti a rischio, senza dimenticare che si tratta solo di fattori scatenanti o aggravanti, poiché spesso la causa risiede nella predisposizione genetica.

Il consiglio è quello di limitarsi nell’assunzione di questi cibi, ma sempre senza esagerazioni, poiché la moderazione in questi casi è certamente più opportuna dell’astinenza.

Ma quali sono i cibi consigliati e come comportarsi in materia di alimentazione?
  • Quelli ad alto contenuto di vitamina B2 e coenzima Q10, sostanze importanti nella prevenzione dell’emicrania, anche se per vederne i risultati dovremmo assumerne ingenti quantità.
  • In alcuni casi e sempre evitando gli eccessi, può essere utile una tazza di caffè.
  • In generale, è sempre meglio che il paziente con mal di testa abbia un'alimentazione regolare, evitando i pasti troppo abbondanti o il digiuno.
È sempre importante rispettare l’orario dei pasti, anche se è spesso difficile da attuare nella vita che abitualmente conduciamo.

Non dimentichiamo, sempre a proposito di alimentazione, che, oltre ai cibi menzionati, anche alimenti comuni come frumento, latte o cibi fermentati, possono a nostra insaputa scatenare reazioni infiammatorie e determinare malesseri e patologie, tra le quali risulta essere molto frequente il mal di testa.

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Il mal di testa si cura con farmaci per l’attacco acuto e, se la frequenza è alta, anche con farmaci preventivi. I farmaci per l’attacco vanno presi rapidamente, possibilmente entro la prima mezz’ora. Quelli più utilizzati per la cura dell’attacco acuto sono i triptani, gli antinfiammatori ed i miorilassanti.

I triptani sono farmaci specifici e selettivi per l’emicrania e le cefalee a grappolo. Ciò vuol dire che sono così raffinati da agire solo su quello specifico tipo di dolore. Addirittura non risultano efficaci nemmeno in mal di testa diversi dall’emicrania.
All’interno del nostro cervello questi farmaci simulano l’azione di una sostanza che si chiama serotonina in questa maniera:
  1. bloccano la dilatazione dei vasi che si ha durante l’attacco emicranico;
  2. impediscono che il dolore si propaghi verso le aree specializzate del cervello.
I triptani bloccano anche i sintomi associati all’emicrania, cioè nausea, vomito, fastidio alla luce ed ai suoni. Il principio attivo più comune di questa classe è il sumatriptan, accanto ad altre varianti, come il rizatriptan, almotriptan e frovatriptan.

Gli antinfiammatori invece sono farmaci con un effetto analgesico generico, spesso presenti come prodotti da banco in farmacia. Hanno risultati favorevoli negli attacchi di cefalea tensiva e di emicrania lieve o moderata, ma raramente hanno effetto nelle crisi molto intense. Inoltre non funzionano sui sintomi associati (nausea, ecc). Generalmente hanno costi contenuti, ma possono essere dannosi per lo stomaco se utilizzati impropriamente.  I principi attivi più utilizzati sono: paracetamolo, ibuprofene, naprossene sodico, acido acetilsalicilico ed indometacina. Quest'ultima, in particolare, essendo anche un vasocostrittore, contrasta efficacemente le emicranie dovute all'espansione dei vasi sanguigni.
I miorilassanti ed i tranquillanti si utilizzano per la cefalea di tipo tensivo causata da un'eccessiva contrazione dei muscoli del collo o da altre patologie con alto livello di ansia. In questo caso però è necessario individuare esattamente la causa della cefalea. Inoltre sono tipi di farmaci per i quali la prescrizione medica è d'obbligo a causa dei notevoli effetti collaterali.
Non tutti sanno, però, che i farmaci per la cura dell’attacco acuto, se presi in dosi eccessive, possono provocare un mal di testa chiamato appunto "cefalea da abuso".
Chi soffre di mal di testa ed utilizza già un farmaco per alleviarne i sintomi deve poter valutare l'efficacia del rimedio adottato. In particolare, il rimedio giusto è quello adatto se sussistono gran parte di queste condizioni:
  • Il dolore scompare entro due ore dall'assunzione?
  • Entro due ore successive all'assunzione, il dolore decresce al punto da permettere lo svolgimento delle normali attività quotidiane (lavoro, guida dell'automobile, divertimento, sport)?
  • Entro due ore successive all'assunzione, il dolore decresce al punto tale da far sì che si riescano a programmare con serenità ulteriori impegni successivi?
  • Nel caso di attacchi frequenti dai medesimi sintomi, il farmaco assunto funziona sempre o nella quasi totalità dei casi?
Se le risposte affermative a queste domande sono almeno tre, il farmaco scelto è adatto al tipo di mal di testa che ci affligge. In caso contrario occorre cambiare approccio, in quanto i principi attivi sono diversi a seconda della tipologia di mal di testa.
Nel caso in cui la frequenza degli episodi acuti risultasse in crescita, si potrebbe pensare di iniziare anche una cura preventiva per l’emicrania, utile a ridurne la frequenza e l’intensità degli attacchi. Questo tipo di cure andrebbero iniziate quando gli attacchi superano i 2-3 al mese e dovrebbero durare da 3 a 6 mesi.
Durante la cura preventiva è comunque possibile assumere anche il farmaco per l’attacco acuto, nel caso ce ne fosse bisogno.
Esistono numerose possibilità di approccio alla problematica del mal di testa, rivolgendo lo sguardo anche alla medicina omeopatica e naturale, dove un'analisi più approfondita di ogni singolo caso sarà in grado di individuare la terapia più adatta alle esigenze del paziente.

Il medico omeopata è la figura più indicata per avere un trattamento mirato, ma anche il farmacista può intervenire nella fase di prevenzione e di cura consigliando farmaci omeopatici e fitoterapici.

A questo proposito è possibile avere consulenze nella nostra farmacia rivolgendosi alla dr.ssa Elena Rastaldi.